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23.09.2026

“Albania e Argent LNG valutano un terminal di rigassificazione da 5 milioni di tonnellate l’anno collegato a TAP e IAP: nuove opportunità per energia, infrastrutture e investimenti nei Balcani.”

Albania investimenti

L'Albania compie un ulteriore passo nella strategia volta a trasformare il Paese da mercato energetico periferico a piattaforma regionale per l'energia e le infrastrutture.

Il Governo della Repubblica d'Albania e Argent LNG, società statunitense impegnata nello sviluppo di un grande terminal di esportazione di gas naturale liquefatto a Port Fourchon, in Louisiana, hanno sottoscritto il 9 settembre 2026 un Memorandum of Understanding non vincolante per valutare congiuntamente la costruzione di un terminal LNG sulla costa albanese.

Il progetto prevede una capacità di rigassificazione fino a circa 5 milioni di tonnellate di LNG all'anno, accompagnata da importanti capacità di stoccaggio. L'obiettivo dichiarato non è soltanto soddisfare eventuali esigenze del mercato albanese, ma soprattutto creare una nuova porta d'ingresso del gas verso i Balcani occidentali e l'Europa sudorientale.

Un'infrastruttura destinata soprattutto al mercato regionale

Uno degli elementi più significativi del progetto è proprio la sua dimensione internazionale.

Argent LNG considera infatti l'Albania principalmente come Paese ospitante e gateway energetico regionale, piuttosto che come principale consumatore del gas importato.

La posizione geografica sull'Adriatico e la possibilità di integrare il terminal con le infrastrutture esistenti e programmate consentirebbero al gas sbarcato sulle coste albanesi di raggiungere progressivamente altri mercati dei Balcani e dell'Europa sudorientale.

Il terminal dovrebbe poter essere interconnesso con tre infrastrutture strategiche:

  • il Trans Adriatic Pipeline – TAP, che attraversa l'Albania e trasporta gas verso l'Italia;
  • il futuro Ionian Adriatic Pipeline – IAP, destinato a proseguire verso Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia;
  • il previsto corridoio del gas Fier–Vlorë, attraverso il quale un terminal sulla costa potrebbe essere collegato alla rete principale.

La combinazione di queste infrastrutture potrebbe trasformare l'Albania in un punto di ingresso del LNG proveniente via mare verso un'area molto più vasta del mercato nazionale.

Il collegamento con il TAP può cambiare il ruolo dell'Albania

Il TAP rappresenta uno degli elementi centrali di questa strategia.

Attualmente il gasdotto proveniente dall'Azerbaijan attraversa Grecia e Albania prima di raggiungere l'Italia attraverso il Mare Adriatico. La disponibilità di un terminal LNG collegato al sistema renderebbe teoricamente possibile immettere nella rete anche gas proveniente da fornitori internazionali via nave.

In prospettiva, quindi, l'Albania non sarebbe più soltanto un territorio attraversato da un'importante infrastruttura energetica internazionale, ma potrebbe diventare anche un punto di ingresso e distribuzione del gas verso la regione.

La stessa Energy Regulatory Authority albanese aveva già individuato negli anni precedenti lo sviluppo di un terminal LNG e del collegamento Fier–Vlorë come elementi capaci di contribuire alla trasformazione dell'Albania in un vero e proprio energy hub regionale.

Il progetto Ionian Adriatic Pipeline

Ancora più interessante in prospettiva è il possibile collegamento con lo Ionian Adriatic Pipeline – IAP.

Secondo i programmi descritti dall'autorità energetica albanese, la sezione dell'IAP in territorio albanese dovrebbe collegarsi al TAP nell'area di Fier e attraversare circa 170 chilometri in Albania, proseguendo successivamente verso Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia.

Un terminal LNG collegato contemporaneamente a TAP e IAP potrebbe quindi creare un corridoio energetico:

Adriatico → Albania → Montenegro → Bosnia-Erzegovina → Croazia → Europa centrale.

Si tratterebbe di un'infrastruttura con una funzione potenzialmente molto più ampia rispetto alle necessità energetiche dell'Albania.

LNG statunitense dai terminal della Louisiana

Il progetto albanese si inserisce nella strategia internazionale di Argent LNG.

La società sta sviluppando a Port Fourchon, Louisiana, un grande terminal statunitense di esportazione LNG con una capacità prevista fino a circa 25 milioni di tonnellate annue, puntando al primo carico intorno al 2030.

La tempistica del possibile terminal albanese dovrebbe essere coordinata proprio con l'entrata in funzione dell'impianto statunitense.

Argent ha inoltre avviato accordi e memorandum con altri operatori della regione, compresi Naftogaz in Ucraina e Transgaz in Romania, delineando una possibile rete di distribuzione del gas statunitense verso l'Europa centro-orientale.

Il terminal albanese diventerebbe quindi uno dei possibili punti di ingresso adriatici di questa nuova architettura energetica.

Anche l'Ucraina tra i possibili mercati

L'ambizione del progetto va oltre i Balcani occidentali.

Secondo Argent LNG, attraverso interconnessioni regionali, flussi inversi e operazioni di swap, il sistema potrebbe contribuire indirettamente anche all'approvvigionamento dell'Ucraina.

Il ministro albanese delle Infrastrutture e dell'Energia Enea Karakaçi ha sottolineato come la posizione geografica dell'Albania e le infrastrutture esistenti e programmate possano consentire al Paese di fungere da collegamento tra l'Adriatico e i mercati energetici regionali.

Un progetto che parte da lontano

L'idea di creare un terminal LNG in Albania non nasce però con l'accordo Argent.

Già nel 2021 erano stati avviati progetti per la realizzazione di un terminal LNG nell'area di Vlorë e per la costruzione di un gasdotto tra Vlorë e Fier, in grado di collegare il terminal alla rete TAP.

Un Memorandum of Understanding sottoscritto tra Excelerate Energy, Snam e Albgaz prevedeva infatti l'analisi della costruzione:

  • del terminal LNG di Vlorë;
  • del gasdotto Vlorë–Fier;
  • di possibili sistemi di stoccaggio sotterraneo di gas nell'area di Dumre.

L'Energy Regulatory Authority albanese descriveva già allora questa combinazione di infrastrutture come uno degli elementi in grado di rafforzare il ruolo dell'Albania nel mercato regionale del gas.

Il nuovo Memorandum con Argent LNG deve quindi essere letto nel contesto di una strategia energetica che l'Albania porta avanti ormai da diversi anni.

Energia idroelettrica e necessità di diversificazione

La scelta di sviluppare infrastrutture del gas appare particolarmente significativa considerando la struttura del sistema elettrico albanese.

Nel 2025 l'Albania ha prodotto circa 7.468 GWh di energia elettrica, di cui circa 6.484 GWh da fonte idroelettrica, mentre ulteriori 984 GWh sono arrivati da altre fonti rinnovabili. La produzione termoelettrica registrata da INSTAT è stata invece pari a zero.

La forte dipendenza dall'idroelettrico rappresenta un importante vantaggio in termini di produzione rinnovabile, ma espone contemporaneamente il sistema alla variabilità delle precipitazioni.

Nel 2025, ad esempio, la produzione elettrica nazionale è diminuita del 4,7% rispetto all'anno precedente, mentre le importazioni lorde sono salite a circa 3.375 GWh.

In questo contesto, una maggiore diversificazione delle infrastrutture energetiche può avere una funzione strategica anche in termini di sicurezza degli approvvigionamenti.

Nuove opportunità per investimenti e infrastrutture

Un progetto LNG di questa dimensione non riguarda esclusivamente il settore energetico.

La realizzazione di un grande terminal di stoccaggio e rigassificazione richiederebbe infatti una filiera articolata di investimenti:

infrastrutture portuali, opere marittime, pipeline, serbatoi di stoccaggio, impiantistica industriale, sistemi elettrici e di automazione, logistica, costruzioni, manutenzione, sicurezza, ingegneria e servizi professionali.

Per le imprese internazionali – comprese quelle italiane – l'eventuale avanzamento del progetto potrebbe quindi aprire opportunità nei settori EPC, engineering, componentistica industriale, costruzioni, impiantistica, logistica e servizi tecnici.

La vicinanza geografica con l'Italia e il forte livello di integrazione economica tra i due Paesi rappresentano da questo punto di vista un elemento particolarmente favorevole per la partecipazione delle imprese italiane alle future filiere di fornitura.

Possibile accesso alla finanza statunitense

Un altro elemento particolarmente interessante riguarda il finanziamento dell'infrastruttura.

Tra le possibilità indicate nell'ambito del progetto figurano il coinvolgimento di istituzioni finanziarie statunitensi come la U.S. Trade and Development Agency (USTDA), la U.S. International Development Finance Corporation (DFC) e la Export-Import Bank of the United States (EXIM Bank).

Un loro eventuale coinvolgimento aumenterebbe considerevolmente la dimensione strategica dell'operazione e potrebbe favorire la partecipazione di imprese e investitori internazionali.

Dall'energia alla logistica: cresce la centralità dell'Albania

Il progetto Argent LNG conferma inoltre un'evoluzione più ampia dell'economia albanese.

Negli ultimi anni il Paese ha progressivamente rafforzato la propria posizione nell'Adriatico attraverso investimenti nei settori:

  • energia;
  • infrastrutture;
  • portualità;
  • logistica;
  • trasporti;
  • industria;
  • turismo;
  • energie rinnovabili.

La posizione geografica dell'Albania, di fronte all'Italia e al centro delle direttrici che collegano Adriatico, Balcani ed Europa sudorientale, sta diventando un vero asset economico e geopolitico.

Un grande terminal LNG rafforzerebbe ulteriormente questa funzione, affiancandosi al TAP e alle future infrastrutture regionali del gas.

Il Memorandum non equivale ancora alla decisione di investimento

È tuttavia importante distinguere le prospettive del progetto dal suo effettivo stato di avanzamento.

Il documento sottoscritto tra il Governo albanese e Argent LNG è infatti un Memorandum of Understanding non vincolante.

Al momento non risultano definiti in via definitiva:

  • il sito esatto del terminal;
  • il valore complessivo dell'investimento;
  • il modello finanziario;
  • il cronoprogramma di costruzione;
  • gli accordi vincolanti di fornitura;
  • la decisione finale di investimento.

Le parti dovranno costituire un gruppo di lavoro e approfondire fattibilità tecnica, localizzazione, interconnessioni e modalità di finanziamento. Eventuali obblighi relativi a costruzione, finanziamento e fornitura richiederanno quindi successivi accordi vincolanti.

Si tratta di una precisazione importante: il progetto ha una rilevanza strategica notevole, ma si trova ancora nella fase di valutazione e strutturazione.

Albania sempre più piattaforma regionale per gli investimenti

Al di là dei tempi necessari per arrivare all'eventuale realizzazione, l'accordo con Argent LNG evidenzia una tendenza ormai chiara.

L'Albania punta sempre più a utilizzare la propria posizione geografica come piattaforma per progetti destinati non esclusivamente al mercato nazionale, ma all'intera area dei Balcani occidentali e dell'Europa sudorientale.

Il possibile terminal LNG rappresenta perfettamente questo modello: infrastrutture realizzate in Albania, capitali e tecnologia internazionali e un mercato potenziale che si estende ben oltre i confini nazionali.

Per le imprese italiane interessate al mercato albanese sarà quindi sempre più importante osservare il Paese non soltanto come destinazione per delocalizzazione o vendita di prodotti e servizi, ma come possibile base operativa per accedere ai mercati balcanici.

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