Analisi di mercato

Opportunità in Marocco tra energia e agroalimentare

In occasione del 19mo anniversario dell’intronizzazione di re Mohammed VI, l’ambasciatore di del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub, ha organizzato un ricevimento durante la serata del 30 luglio nella splendida cornice di Villa Miani a Roma. Più di mille persone hanno preso parte a questo ricevimento, tra cui ministri, segretari di stato, ex ministri, alti funzionari governativi, il Consiglio di Stato, il Consiglio costituzionale, deputati, senatori, il corpo diplomatico accreditato a Roma, alti ufficiali dell’esercito, personalità del mondo culturale, economico, sociale e numerosi analisti e studiosi di Mediterraneo, Africa e Marocco. Da quando è salito al trono nel 1999, Mohammed VI ha delineato il percorso di riavvicinamento al resto dell’Africa. La sua è stata una strategia fatta di mediazione e di pragmatismo, concretizzatasi in questi anni in quasi cinquanta visite ufficiali nei Paesi africani ed in una serie di iniziative finalizzate allo sviluppo di scambi commerciali e di progetti di cooperazione che fanno oggi del Marocco il secondo investitore nel Continente africano. Senza dimenticare il contributo offerto alle Nazioni Unite in sei operazioni per il mantenimento della pace e i trasporti aerei messi a disposizione negli scorsi anni, dalla sua compagnia nazionale, la Royal Air Maroc, alle nazioni africane colpite dal virus Ebola. Interessanti restano le opportunità economiche legate alle scelte geopolitiche del RegnoI lavori per il mastodontico progetto del gasdotto africano-atlantico denominato “Gazoduc” che collegherà la Nigeria al Marocco, si rivelano sempre più di portata strategica. L’opera sarà un ponte tra l’Africa e l’Europa. Il progetto prevede di rafforzare la posizione del Marocco nella negoziazione dei canoni relativi al gas, mediante il nuovo gasdotto che attraverso il Paese maghrebino giunge in Europa. L’imponente infrastruttura si estenderà per circa 3 mila chilometri attraversando la Nigeria, il Benin, il Togo, il Ghana, il Senegal, la Mauritania ed il Marocco. Sarà finanziata in parte da un fondo di sviluppo marocchino ed in parte dallo Stato nigeriano, ma restano essenziali i contributi internazionali ed i finanziamenti dei privati.

Le istituzioni del Marocco prevedono la creazione di distretti industriali, attraendo investitori stranieri. La progettualità avanzata faciliterà la crescita di settori che spaziano dall’industria alla trasformazione e lavorazione di prodotti alimentari, produzione di fertilizzanti e un’accelerazione della competitività delle esportazioni tra gli stessi Paesi africani. Il Paese nord africano ha attuato, da anni, una politica di liberalizzazione degli scambi commerciali con l’estero ed ha adottato misure per attrarre numerosi investimenti dall’estero.

L’area di riferimento del Marocco è quella del Mediterraneo con il mondo arabo da una parte e l’Europa a cui è legata, dall’altra. La politica commerciale attuata dal Governo di Rabat è rivolta, però, anche ad altre aree economiche. Nel 2008, l’Unione Europea ha concesso al Marocco il cosiddetto “Statuto avanzato” nei rapporti con l’Unione, ampliando ulteriormente le prospettive di collaborazione. La sua economia, secondo le stime dell’African Economic Outlook crescerà nel 2018. Negli ultimi anni, all’interno di una strategia ben definita, sono stati fatti sforzi per diversificarla, creando valore aggiunto (agroindustria), puntando sullo sviluppo delle energie rinnovabili, su alcuni specifici settori manifatturieri (automotive, aviazione), sul potenziamento del turismo e sullo sviluppo di infrastrutture, trasporti, costruzioni e servizi. L’interscambio con l’Italia è aumentato costantemente negli ultimi anni. Secondo i dati ICE, l’export dall’Italia verso il Marocco, che nel 2014 era stato di 1,4 miliardi di euro, nel 2016 ha superato gli 1,6 miliardi di euro. A crescere è stato anche l’import dal Marocco, passato da 700 milioni di euro nel 2014 a 835 milioni di euro nel 2016. Il Marocco guarda anche alla propria crescita interna. Il settore agroalimentare in Marocco produce il 13,2 % del Pil nazionale ed occupa il 40% della forza lavoro. I prodotti alimentari principali sono: cereali (frumento, orzo), agrumi (arance, clementine), olive, frutta (uva, mandorle, mele, albicocche…), ortaggi (barbabietola da zucchero, patate, pomodori), legumi, carni ovine e bovine, pesce, vino. Secondo le stime del Ministero marocchino dell’Agricoltura e della Pesca, il settore agricolo ha ottenuto buoni risultati durante la campagna 2015-2016 grazie alla crescita congiunta dei rendimenti e delle superfici coltivate per quanto riguarda le colture a lungo ciclo vegetativo. In particolare la produzione dei cereali ha battuto tutti i record precedenti con 116,8 milioni di quintali raccolti (durante la stagione precedente 2014-2015, infatti, erano stati raccolti 110 milioni di quintali).

Analisi di Domenico Letizia, responsabile alla comunicazione della società “Italian Network”.

 

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