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Durazzo: Costruire ponti tra SUPERtecnici e IMPRESE nell’era della Tecnologia

L’evento che si svolgerà il 10 novembre presso la Facoltà di Biziness (Economia) dell’università di Durazzo, inaugura un nuovo percorso universitario che è stato già introdotto in Italia a partire dal 2012 per formare quadri tecnici e profili lavorativi richiesti dal mondo delle imprese.

Il percorso riguarda l’area MECCATRONICA ed è un risultato del progetto Interreg HISTEK Albania Puglia Montenegro.

Istituti tecnici superiori (I.T.S.)

Gli I.T.S. costituiscono il segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione. Rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo italiano in quanto espressione di una strategia nuova fondata sulla connessione delle politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali, con l’obiettivo di sostenere gli interventi destinati ai settori produttivi con particolare riferimento ai fabbisogni di innovazione e di trasferimento tecnologico delle piccole e medie imprese.

 

 

 

Le sei are tecnologiche interessate:

  • Efficienza energetica
  • Mobilità sostenibile
  • Nuove tecnologie della vita
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy (Sistema agroalimentare, Sistema casa, Sistema meccanica, Sistema moda, Servizi alle imprese)
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali –Turismo
  • Tecnologie della informazione e della comunicazione

Le caratteristiche dei percorsi formativi I.T.S.

Accedono ai corsi, a seguito di selezione, i giovani e gli adulti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore e coloro che in possesso di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale abbiano frequentato un corso annuale IFTS. Una buona conoscenza dell’informatica e della lingua inglese costituisce requisito preferenziale per l’ammissione ai percorsi. Vi è tuttavia la possibilità di frequentare moduli di specifica preparazione, finalizzati a riallineare le competenze mancanti.

Almeno il 30% della durata dei corsi è svolto in azienda stabilendo subito un legame molto forte con il mondo produttivo attraverso stage anche all’estero.

Il corpo docente proviene per almeno il 50% dal mondo del lavoro. I corsi si articolano di norma in quattro semestri (1800/2000 ore) e possono arrivare fino a sei semestri.

I corsi si concludono con verifiche finali, condotte da commissioni d’esame costituite da rappresentanti della scuola, dell’università, della formazione professionale ed esperti del mondo del lavoro.

L’esperienza lavorativa in azienda può essere svolta in regime di apprendistato, garantendo una maggiore integrazione tra formazione e lavoro, per ridurre il disallineamento tra do­manda e offerta di figure e competenze professionali.

Al termine del corso si consegue il Diploma di Tecnico Superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF.

Per favorire la circolazione in ambito nazionale ed europeo, il titolo è corre­dato dall’EUROPASS diploma supplement. I diplomi sono rilasciati dall’istituzione scolastica ente di riferimento dell’I.T.S. sulla base di un modello nazionale.

I corsi degli I.T.S. sono costruiti attraverso una progettazione condivisa e partecipata da tutti i soggetti interessati.

https://www.miur.gov.it/percorsi-its

il 25 Ottobre il Premier Draghi ha fatto visita alla Fondazione Cuccovillo unico HUD degli ITS nel Meridione

Draghi: 1,5 miliardi per riforma degli Its, va incentivato il talento femminile

In visita all’Its Cuccovillo di Bari il premier ricorda che investire sulla scuola è un atto di giustizia sociale e annuncia la svolta green e digital per l’istruzione

di Eu.B.

26 ottobre 2021

(ANSA)

Agli Its il premier Mario Draghi aveva dedicato uno dei passaggi cruciali del suo discorso d’insediamento ormai nove mesi fa. E proprio sugli Its ritorna durante la sua visita a Bari per ricordare che sulla riforma (attualmente all’esame del Senato dopo il primo via libera della Camera, ndr) il governo ha investito 1,5 miliardi. Risorse- ha spiegato il presidente del Consiglio in visita all’Istituto tecnico superiore Cuccovillo – che serviranno a «formare nuovi docenti e migliorare i laboratori che oggi utilizzano tecnologie 4.0». Con un occhio di riguardo – ha aggiunto – per il talento femminile: «Colmare i divari di genere è una priorità». Così come rendere il sistema educativo partecipe alla trasformazione green e digital in atto.

Un atto di giustizia sociale


Durante il suo intervento all’Its Cuccovillo nel rione Japigia di Bari l’ex presidente della Bce è partito dalla premessa che «Investire nella scuola è un dovere civile e un atto di giustizia sociale. Un sistema educativo che non funziona alimenta le diseguaglianze, ostacola la mobilità e priva l’Italia di cittadini capaci e consapevoli». Anche perché – ha fatto notare – «dalla formazione non dipende solo il vostro futuro, ma quello di tutti noi. Le società più prospere sono quelle che preparano meglio i loro giovani a gestire i cambiamenti».

Un miliardo e mezzo alla riforma degli Its

Avendo di fronte gli studenti di un Istituto tecnico superiore il premier è poi passato a parlare di Its: «Il Pnrr mette al centro voi e i vostri coetanei, per questo ho deciso di iniziare da qui un percorso che illustri il Pnrr. Investiamo un miliardo e mezzo di euro per dare ulteriore slancio alla riforma degli Its. Intendiamo formare nuovi docenti e migliorare i laboratori che oggi utilizzano tecnologie 4.0». Una riforma che il premier punta ad approvare definitivamente nel 2022, insieme alla riforma degli istituti tecnici e professionali.

Lotta al gender gap

In cima alle preoccupazioni di Draghi c’è poi il contrasto al gender gap.«Tra le nostre priorità – ha aggiunto – c’è quella di colmare i divari di genere. A oggi, solo il 28% dei diplomati Its sono donne». Ma il talento femminile va incentivato già tra i banchi di scuola. «È nostro dovere abbattere i pregiudizi e gli ostacoli che ancora ostacolano il talento femminile. Una sfida che possiamo vincere solo se partiamo dalla scuola».

Più green e digitale tra i banchi

Anche le scuole devono essere protagoniste della transizione green e digital in atto. «Le società più prospere sono quelle che preparano meglio i loro giovani a gestire i cambiamenti. Oggi abbiamo davanti una trasformazione epocale. Le due transizioni – quella digitale e quella ambientale – richiedono un’ampia e ambiziosa programmazione, che deve coinvolgere anche il nostro sistema educativo».
Al centro le nuove competenze: «Secondo alcune stime, l’Unione Europea dovrà investire circa 650 miliardi all’anno fino al 2030 per affrontarle. Dovremo costruire – ha sottolineato il premier – nuove infrastrutture, riconvertire il nostro tessuto industriale. E riallineare la domanda e l’offerta di competenze, soprattutto per le professioni ad elevata specializzazione».

 

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Roberto Laera

Roberto Laera È laureato in Scienze Aziendali presso l’Istituto Superiore di Finanza e Organizzazione Aziendale di Milano, con circa 20 anni di esperienza nell’ambito della consulenza aziendale, organizzativa risorse umane, della formazione. È senior consultant di numerose aziende nazionali e internazionali. Ha lavorato tra le altre per George S. May, Telecom Italia Learning Services, Bosch. Dal 2008 amministratore unico di IN Italian Network Sh.p.k. e Albania Investimenti Sh.p.k. con sedi a Tirana in Albania e Bari in Italia, offre consulenza all’internazionalizzazione delle imprese, fiscale, finanziaria e servizi fiduciari. È professore a contratto della Facoltà FASTIP dell’Università Aleksander Moisiu di Durazzo per la materia di “Introduction to Business”. È componente del Advisory Board dell’Università Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana. È delegato per l’Albania di ASSORETIPMI. È referente per i rapporti istituzionali per l’Italia dell’Albania Development Fund
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